
Il Comitato Nazionale per gli Alberi e per il Paesaggio segnala che "Il Salento è sotto attacco". Rudy invita a segnalare la notizia e a condividerla sui social network e cerca giornalisti disponibili per realizzare un servizio sul problema:
"Buongiorno! abbiamo bisogno di un'inchiesta giornalistica!
Stanno distruggendo la costa del Salento e sembra
difficile fermarli se tutto rimane segregato in un contesto locale! Abbiamo
bisogno di visibilità! http://www.facebook.com/groups/205671776123860/?ref=ts."
Un Seminario all’Università di Verona in calendario dal 26 al 28 gennaio. Uno studio ed una ricerca di Irene Palombo: ”I monasteri femminili della Diocesi di Sora".
di Gianni Fabrizio
Sarà un incontro importante e significativo il “Seminario Sisem”
dei giovani studiosi e studiose della Storia dell’Età Moderna. Giunto
alla seconda edizione, l’evento si terrà dal 26 al 28 gennaio, presso
l’Università Degli Studi di Verona,Dipartimento “Tempo Spazio Immagine e Società”, in Via S. Francesco, 22, sul tema “Attraverso la Storia”.
Il programma del “seminario” è ampio ed articolato con un valido
contributo anche grazie alla partecipazione di una studiosa del nostro
territorio, la dott.ssa Irene Palombo, originaria di Vicalvi.
La
ricercatrice il giorno 27 gennaio, all’interno del “panel”, coordinato
dalla dott.ssa Fabiana Veronese, interverrà nella prima Sessione
relativa al tema: “Tra Chiesa e Stato: il controllo della moralità”, e parlerà su: “Prudenza e persuasione: La Congregazione dei Vescovi e Regolari e i monasteri femminili della Diocesi di Sora (XVII – XIX sec.). “Deputata a vigilare sulla condotta di prelati e religiosi e a dirimerne le controversie, ci ha dichiarato la dott.ssa Irene Palombo,
la Congregazione dei Vescovi e Regolari svolse il proprio operato a
partire dal XVII secolo, all’insegna di un atteggiamento improntato a
un’accorta prudenza: non era tenuta, infatti, a un’ingerenza eccessiva,
ma agiva “sommariamente” per la risoluzione delle questioni insorte e
per il ristabilimento dell’ordine. Sui monasteri esercitava una
giurisdizione piuttosto ampia, che abbracciava svariati aspetti della
vita cenobitica: disciplinare, patrimoniale e giudiziario. Tuttavia,
incontrava inevitabilmente degli ostacoli nelle autonomie e nelle
consuetudines di ciascuna comunità monastica, come nei poteri e negli
interessi di famiglie e istituzioni locali, con il rischio che ne
potessero scaturire situazioni di conflittualità, senz’altro latente e,
in alcuni casi, più manifesta. Di conseguenza, si comprende come la
prudenza costituisse necessariamente la “chiave di volta” dell’intero
agire della Congregazione, in tutti i casi in cui era chiamata a
intervenire: il solo mezzo in grado di conservare una condizione di
equilibro affatto precaria, tra le varie parti in causa, ma sostanziale
all’opera di controllo svolta per conto della Santa Sede. Accanto a
questa, le forme della persuasione, al contrario di quelle
dell’imposizione, erano considerate le più opportune alle quali
ricorrere, affinché si riuscisse a ottenere una – quanto più – perfetta
ottemperanza alle normative ecclesiastiche. Un’autorità sottile e
flessibile dunque, quella esercitata dal dicastero romano, che permise
di sorvegliare il contegno delle monache con esiti, tuttavia, meno
soddisfacenti di quel che si potrebbe ritenere. Tanto più nella realtà
di cui qui ci si occupa: la diocesi di Sora, al confine tra Regno di
Napoli e Stato pontificio, dove uno spiccato arroccamento, in difesa di
privilegi e tradizioni, era cagione di non pochi contrasti tra poteri
ecclesiastici e civili”.
Come si nota è un argomento tutto nuovo e
da approfondire ulteriormente e che la dott.ssa Irene Palombo ha saputo
preparare con scrupolosa serietà , con studi precisi e meticolose
ricerche, anche attraverso un esame di rari documenti e notizie
inedite.
Il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina invita:
"La fondazione di Praeneste e Tusculum e lo sguardo del viaggiatore del Grand Tour"
Al Museo Archeologico Nazionale di Palestrina il 21 gennaio 2012 alle ore 11.
"Il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina aderisce al Sistema Museale Territoriale Museumgrandtour, una rete di venti musei e siti archeologici e storico-artistici, sia statali che comunali, che fa capo alla Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini.
Il Sistema ha organizzato una mostra diffusa sul tema del Grand Tour dal titolo “Oltre Roma: nei Colli Albani e Prenestini al tempo del Grand Tour”, che sarà aperta al pubblico il prossimo 21 gennaio 2012. L'iniziativa prevede diverse sezioni tematiche nei vari musei che aderiscono al Sistema, ciascuna progettata in sintonia con la specificità del patrimonio conservato ed esposto nelle rispettive sedi.
Il Museo di Palestrina, per la sua connotazione archeologica, ospiterà la mostra “La fondazione di Praeneste e Tusculum e lo sguardo del viaggiatore del Grand Tour”, che resterà aperta fino al 25 marzo.
La mostra mira a ricostruire lo sguardo dei viaggiatori del tempo del Grand Tour sulle due importanti città latine, accomunate dalla figura del mitico fondatore Telegono, figlio di Ulisse e Circe, raccogliendo immagini e documenti di quel periodo, che rappresentano significative testimonianze del loro sapere e delle loro suggestioni sui due centri e sui miti delle loro origini. Inoltre quel punto di vista è stato messo a confronto con i dati di cui si dispone oggi, a seguito di campagne di scavo e di ritrovamenti fortuiti.
Si espongono, dunque, anche importanti e preziosi reperti archeologici, che documentano l’esistenza di Praeneste e Tusculum fin dalle prime fasi laziali e la straordinaria fioritura dei Colli Albani e Prenestini nel periodo orientalizzante.
Alcuni di essi, come la Fibula Prenestina, tornano a Palestrina per la prima volta dopo la loro scoperta avvenuta nel XIX secolo, mentre altri, ancora inediti, rappresentano una vera anteprima.
La sua presenza sarà particolarmente gradita".
L'invito è di Sandra Gatti Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Palestrina.
Cambio in vista per l 'Università di Cassino che il prossimo fine gennaio avrà l'inaugurazione del nuovo anno accademico con il professore Giuseppe De Rita, fondatore del Censis. Nuovi dipartimenti e nuovi siti internet. Non ci sarà più www.unicas.it sostituito già da www.uniclam.it e da www.uclam.it - E' cambiato pure il nome che dovrebbe essere Università di Cassino e del Lazio Meridionale. O forse solo del Lazio Meridionale, non è ancora chiaro perché ci sono polemiche in tal senso e più di qualche resistenza nella città di Cassino. Si aspetterà il discorso del Rettore Ciro Attaianese per sapere anche qualche nuova informazione, qualche "dritta". E' in arrivo un nuovo rinnovamento.
Sono trascorsi 97 anni. Fra tre anni sarà un secolo, da quello che fu un sisma distruttivo e violento. Il 13 gennaio 1915 resta una data ben impressa nella memoria storica di Sora, quando dovette conoscere il dramma del “terremoto”, un evento che sconvolse la “Marsica”, la “Valle di Roveto”, il “Sorano” e la “Valle di Comino”. Novantasette anni fa, quel 13 gennaio, avrebbe sconvolto la vita di tutto il nostro territorio. Ed il 13 gennaio 2012, il vescovo, mons. Filippo Iannone e tutti i sacerdoti della Città pregheranno per tutte quelle vittime, nel corso delle celebrazioni eucaristiche. Questo anniversario è anche l’occasione giusta per riprendere le notizie ed i frammenti della cronaca di quei giorni, tratte dal libro: “Sora – Itinerari d’arte e di cultura”, edito dai fratelli Palombi e curato da Eugenio Maria Beranger, Mauro Ferracuti e Luigi Gulia.
Così, a pagina 59 leggiamo: “Alle 7,50 del 13 gennaio 1915 Sora, come buona parte dei comuni della Marsica e della Media Valle del Liri, fu interessata da una fortissima e prolungata scossa sismica che causò oltre seicento morti e la distruzione di più del cinquanta per cento del suo patrimonio edilizio. Furono cancellati per sempre il convento di Santa Chiara, il palazzo detto dei “Pezzenti” lungo il Liri, l’intricato sistema dei vicoli nelle vicinanze di piazza Orto dei Santi, mentre gravissimi danni subirono la badia di San Domenico, la chiesa di S. Bartolomeo, la Madonna della Stella, S. Francesco e S. Restituta.
Rimase anche distrutto l’ospedale pochi anni prima ultimato per interessamento di Vincenzo Simoncelli nell’area dove sarebbe poi sorta la sede della Banca d’Italia in via Napoli. Si salvò il trittico del pittore norvegese Cristiano Mayer Ross, cittadino onorario di Sora, che con altri artisti d’oltralpe amava frequentare la valle lirina sulla fine dell’altro secolo: nel dipinto, una cui copia fotografica a grandezza naturale si conserva nell’atrio dell’ingresso principale dell’attuale ospedale civile di Sora “ Santissima Trinità”, in via Marsicana, sono raffigurati la “Madonna col Bambino tra i santi Rocco e Francesco”. Per quel quadro avevano posato lo stesso Vincenzo Simoncelli (S. Rocco) e la sedicenne Giulia, figlia di Vittorio Scialoja, (Madonna), che circa dodici anni più tardi sarebbe divenuta moglie del giurista sorano”.
Poi la ricostruzione. “Ben dieci anni durò il restauro della chiesa di S. Domenico. Anche la cripta contenente le spoglie del santo fu interessata dai lavori e, sulla fine degli anni Trenta, venne decorata con ornati a motivo vegetale e floreale. La chiesa di S. Bartolomeo, con la realizzazione del nuovo asse cittadino rettilineo, vide la sua planimetria ridotta longitudinalmente e la facciata arretrata e ricostruita. Anche la chiesa di S. Francesco, caratterizzata dalla elegante bifora in stile gotico, subì danni al tetto e al soffitto completamente rifatto poi dai fratelli Biancale”.
Della chiesa di S. Restituta si salvò solo lo splendido portale ad archi concentrici, prontamente smontato e ricoverato nel palazzo vescovile. “I lavori di ricostruzione iniziarono presto ma, quasi subito, le autorità locali ritennero opportuno creare nel centro della città una grande piazza rettangolare ove la chiesa occupasse non più il lato nord, bensì quello est. Completamente distrutta la chiesa di Valfrancesca, cara alla pietà sorana, per la statua della “Maònna Ranna”, la “Madonna Grande”, che veniva portata in processione attraverso i campi in caso di prolungata siccità. La “Cattedrale”, uscita sostanzialmente indenne dalle numerose scosse, fu invece devastata nella notte del 13 gennaio 1916, da un incendio che, ad un anno esatto dal terremoto, distrusse la maggior parte degli arredi sacri, riportando tuttavia alla luce le originarie colonne e gli archi ogivali”.
“La ricostruzione della Città, grazie anche al piano regolatore urbano, avvenne secondo due direttrici ben precise:all’interno del perimetro murario medioevale le case riedificate si ispirano a modelli neo- gotici. All’esterno si favorisce la fabbricazione lungo la sponda sinistra del Liri e la statale 82, specie nei terreni limitrofi al ponte di Napoli”. Di quegli eventi e di quelle scelte oggi rimangono solo poche foto d’epoca. La città di Sora, prima del terremoto del 1915, era proprio diversa! Oggi, a novantasette anni di distanza, ha tutta un’altra fisionomia urbanistica. Ma per noi è altrettanto bella e unica.
* Sora 10 gennaio 2012 Gianni Fabrizio.
Altre notizie sugli eventi sono su: www.inciociaria.blogspot.com
Dopo la pausa dovuta alle feste natalizie riprendono a Sora gli incontri del Centro Studi "V. Patriarca" presieduto dal prof. Luigi Gulia. Il 10 gennaio la prima lezione del 2012 con la presentazione di un libro. Di seguito il programma per il mese di gennaio. Poi a febbraio un incontro non inserito nel programma, ci dovrebbe essere a Sora il giornalista e scrittore Paolo Rumiz, il 4 febbraio che presenta il suo Dvd.
Martedì, 10 gennaio 2012, ore 17
Biblioteca Comunale, Via Deci,1 Prof. Guido Pescosolido Presenta il libro di Tommaso Baris:
“C’era una volta la DC. Intervento pubblico e costruzione del consenso nella
Ciociaria andreottiana (1943 – 1979)”. Sarà presente l’Autore
Martedì, 24 gennaio 2012, ore 17
Biblioteca Comunale, Via Deci, 1 Mons. Donato Piacentini: “Le famiglie e le lotte nella realtà cittadina sorana nel XVI secolo”.
Venerdì, 27 gennaio 2012, ore 17
Biblioteca Comunale, Via Deci,1 “Giorno della memoria”. Interventi di: Prof. Gaetano De Angelis – Curtis: “La persecuzione degli Ebrei in Italia”. Prof. Domenico Cedrone: “Gli Ebrei internati a S. Donato, 1940 – 1944. Accoglienza e solidarietà”. Associazione “Genesi”, 2010. Prof.ssa Anna Pizzuti, Autrice del libro: “Vite di carta. Storie di Ebrei stranieri internati dal fascismo” Donzelli Editore, Roma
2010. Testimonianze di: Alessandrina De Rubeis, Auro Massa, Gerardo Vacana.
Martedì, 31 gennaio 2012, ore 17
Biblioteca Comunale, Via Deci, 1 Prof. Marcello Carlino: “De Libero ritrovato”.
·
Sora 4 gennaio 2012. Comunicato Stampa del
prof. Luigi Gulia del Centro Studi “V. Patriarca”.
IL VOLLEY
DAY SANCISCE IL SETTIMO UOMO IN CAMPO, IL PUBBLICO DEL PALAGLOBO.
Con il big match di Santo Stefano tra la Globo Banca
Popolare del Frusinate Sora e BCC NEP Castellana Grotte, non solo si chiude il
2011 pallavolistico ma anche un'altra riuscitissima edizione del Volley Day, il
primo al PalaGlobo "Luca Polsinelli" che ha confermato di essere il vero
big del match con il nuovo splendido tutto esaurito.
Gremitissimo in ogni ordine di posto, il PalaGlobo ha
offerto una meravigliosa cornice alla gara, ma mentre i riflettori erano
puntati sul rettangolo di gioco, la star del magnifico spettacolo che la
"bomboniera sorana" ha potuto offrire, è stato il pubblico. Gli
spettatori delle grandi occasioni erano tutti li, sugli spalti a fare un gran
tifo pulito, rispettoso e incisivo. I 1300 presenti sono stati il motore
pulsante dell'evento e linfa vitale per Scappaticcio e compagni per lottare e
cercare di arginare l'ostacolo Castellana. Nelle due ore e quindici minuti di
gioco il PalaGlobo non è stato mai in silenzio, ma ha sempre tenuto alto il suo
coro e il battito di mano scandendo il ritmo partita e spingendo la squadra
sorana sempre più in alto. Insomma, è ufficiale, il pubblico del PalaGlobo è il
settimo uomo in campo.
Tra i tantissimi tifosi e sostenitori c'era anche la
madrina del Volley Day, la motociclista Silvia Giannetti, fra i centauri rosa
italiani più riconosciuti nel mondo delle due ruote nella specialità motocross
e unica donna italiana a partecipare alla Dakar. Prima del fischio d'inizio
della gara, il capitano Mario Scappaticcio ha omaggiato la Giannetti con una
maglia della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora e più precisamente quella
a scacchi bianco-nera che le tornerà utile tutte le volte che verrà al
PalaGlobo o in qualche altro palazzetto della Serie A2 a tifare per i suoi
beniamini. Nel post gara invece, dopo le foto di rito con la squadra, la
società e il curioso pubblico, non abbiamo voluto perdere l'occassione per fare
qualche domanda alla testimonial che ha visuto intensamente in prima persona la
sfida del Volley Day e ci ha raccontato a caldo le sue impressioni
semplicemente come uno spettatore d’eccezione in più.

Questa è stata la tua prima gara da spettatrice e da
madrina nell'elite della pallavolo, come è stato l'approccio? Cosa te ne è
sembrato?
"Veramente entusiasmante! Non pensavo di trovare una
struttura così ben organizzata ma soprattutto uno sport così avvincente. È
stata una vera sorpresa in tutto quello che ho visto. Come tutti, la pallavolo
l'ho praticata a scuola, poi qualche volta l'ho guardata in tv, ma per me è un
nuovo mondo che oggi ho scoperto con tanto stupore e credo di essermene già
innamorata!"
Per poter gareggiare in moto sicuramente ti sottoponi
anche a duri allenamenti in palestra, come ti sembra la pallavolo che hai visto
sta sera sotto il punto di vista atletico?
"Gli atleti in campo e in panchina mi sono sembrati
tutti molto ben preparati dal punto di vista atletico. Sinceramente non
immaginavo di poter vedere dei fisici veramente imponenti sopratutto molto
allennati negli arti superiori o comunque con delle masse muscolari molto
importanti perchè erroneamente credevo che per imprime la forza necessaria su
un pallone morbido in pelle di soli 300 grammi, non occorressero tutti questi
muscoli. Ma ora, vedendo lo spettacolo dal vivo riesco a capire molte cose,
anche perchè mettevo a confronto i nostri diversi strumenti sportivi, la mia
moto e il pallone, sbagliando a pensare che per tenere la moto occorresse una
certa forza mentre per colpire il pallone no, ma appunto era un'idea senza
valenza che ora ha trovato risposta. Mi son informata e ho appreso che il lavoro
in sala pesi degli atleti della pallavolo d'elite, equivale o supera alle volte
le ore di gioco e quindi di tecnica con la palla, e/o la quantità di streching.
E quindi, come anche nel mio sport, la palestra è fondamentale perchè solo dopo
aver lavorato bene li puoi andare in moto e in campo ed essere all'altazze
della situazione".
Del gioco invece, che ne pensi?
"Mi sono veramente goduta i vari schemi di gioco e
ho potuto apprezzare l'importanza dell'affiatamento di squadra e capire che è
fondamentale nella pallavolo e che in uno sport solitario come il mio manca.
Direi che è importantissimo l'atteggiamento dei singoli per la grande influenza
che ha in fuzione del gruppo. Per come l'ho visto io, l'attaggiamento è un
ingrediente capace di ribaltare il fronte del gioco proprio in un attimo! In
fatto di pubblico invece, mi avevano detto che Sora è una piazza speciale, ma
ho notato un coinvolgimento tale negli spettatori che in certi momenti caldi
del match mi è proprio venuta la pelle d'oca! Non solo nei punti cruciali ma
anche nei momenti difficili o più compromessi alternati con quelli di gloria!
Un coinvolgimento veramente molto sentito e partecipativo, sicuramente per voi
comune, ma per me che vengo da uno sport di concentrazione e se volete fatto di
tanta solitudine, mi ha veramente fatto sentire un forte contrasto, in positivo
si intende"!
Quali sono stati i giocatori che ti
hanno più impressionato?
"La squadra ospite, dalla panchina agli atleti in
campo, l'ho vista proprio "spietata" per usare un unico aggettivo,
con il numero 11, Milushev, mattatore del match. Ma vorrei soffermarmi di più
sui nostri. Mi hanno fortemente impressionato tre giocatori: in primis il
capitano Mario Scappaticcio. Mi avevano raccontato la sua splendida carriera
fatta di tanto sacrificio e momenti difficili e non ho potuto che apprezzare
moltissimo la sua esperienza e visione di gioco assieme alla calma che sa
trasmettere ai suoi compagni. Insomma, per me un vero direttore d'orchestra! Un
ruolo molto complesso il suo ma bello da vedere come le alzate mozzafiato che
incrociavano il campo. Poi anche la passione che ci mette Libraro e i gesti
atletici di Kay Van Dijk. E non a proposito, tornando sull'argomento fisico,
Kay mi è sembrato veramente incredibile, non troppo palestrato diciamo, ma è
impressionante come con quella altezza riesca a coordinarsi in modo così
veloce, a tuffarsi con agilità, o come rimanga quasi sospeso per aria sfidando
le leggi di gravità. Solo per questo vale già il prezzo del biglietto"!
Nel complesso quindi, come ti è
sembrato lo spettacolo che l'Argos Volley e la Globo hanno offerto?
"Forse mi avete coccolato un pò troppo! Già
dall'accoglienza a Sora e a Isola dei Liri dove sono stata a visitare posti
incantevoli, come anche all'arrivo al palazzetto, con un staff incredibile per
numero e qualità, mi è sembrata una gran bella serata di sport che consiglierei
a tutti di vivere. Sinceramente non immaginavo tutto quello che si celasse
dietro una squadra di pallavolo: un'organizzazione così importante, complessa,
numerosa e ben coordinata. Il tuo è un grande lavoro Carla, come del resto
quello di tutti i tecnici degli altri settori: video, suono, speacker, sala
stampa, fotografo, cameramen, botteghino, servizio d'ordine, hostess, e così
via, tutto veramente molto ben organizzato. Complimenti! Poi il vostro format
della frutta biologica sempre pronta nei distributori automatici è veramente
una trovata geniale, magari potessi averla vicina nei vari deserti dove mi
tocca far vedere le mie qualità di guida in condizioni veramente
difficili"!
Con questa frase Silvia ci saluta promettendo di tornare
al PalaGlobo a fare il tifo per la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora,
molto presto. Riparte di corsa verso la sua maremma dove l'indomani mattina di
buon'ora aggancia la sua motocross al traino fino alle Colline di Scarlino,
luogo in cui affronta dure sessioni di allenamento. Anche per lei ci sono
momenti difficili, sconfitte ma anche vittorie ed è per questo che i ragazzi e
lo staff della Globo l'hanno salutata e ringraziata dicendogli che oramai è una
di loro e non solo nel cognome!
A tutto il pubblico invece, la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora da
appuntamento al PalaGlobo per domenica 8 gennaio 2012 alle ore 18,00, per
un'altra emozionante sfida contro il Caffè Aiello Corigliano.
* Sora 27 dicembre 2011. Carla De Caris – Responsabile Uff. Stampa Globo
Banca Popolare del Frusinate Sora. Foto di Mirko Saccucci.
dicembre